Valtellina, tragedia nei cieli di Lanzada: precipita un elicottero, un morto e tre feriti.

Valtellina, tragedia nei cieli di Lanzada: precipita un elicottero, un morto e tre feriti.

Una missione di lavoro in quota si è trasformata in tragedia nella mattinata di giovedì 4 dicembre in Valtellina. Intorno alle 8.30 un elicottero impegnato in operazioni di sorvolo e monitoraggio di un’area franata è precipitato nella zona di Lanzada, in Valmalenco, territorio del Comune di Sondrio. Il velivolo, secondo le prime ricostruzioni, avrebbe urtato una parete rocciosa mentre si trovava a bassa quota, perdendo il controllo e schiantandosi in un punto particolarmente impervio della valle.

A bordo c’erano quattro persone, tutti tecnici e operai coinvolti nelle attività di messa in sicurezza della montagna dopo la frana dell’11 novembre. In un primo momento sembrava che tutti i passeggeri fossero sopravvissuti, ma uno di loro – un operaio – è deceduto poco dopo il ricovero all’ospedale di Sondrio.

Lanzada, comune di poco meno di 1.200 abitanti situato a mille metri di altitudine e vicino al confine svizzero, è un territorio montano abituato a convivere con frane, smottamenti e criticità geologiche. Le attività tecniche in alta quota come quelle svolte dagli operai coinvolti richiedono precisione, esperienza e spesso l’impiego di velivoli per raggiungere zone irraggiungibili via terra.

Il sorvolo della frana e l’impatto contro la roccia

Il velivolo, un elicottero privato utilizzato per lavori in quota, stava effettuando un volo tecnico nella zona di Lanzada, dove i tre operai a bordo dovevano essere lasciati al suolo per eseguire controlli e sopralluoghi diretti sull’area colpita dalla frana. Durante una fase di avvicinamento, probabilmente a causa dell’eccessiva vicinanza alla superficie, l’elicottero ha urtato una roccia – o secondo alcune testimonianze un ramo – iniziando immediatamente a perdere assetto.

La manovra del pilota, Maurizio Folini, esperto elisoccorritore noto per le missioni compiute sull’Everest, avrebbe evitato una caduta ancora più violenta. Nonostante ciò, l’impatto è stato devastante e ha portato allo spargimento dei passeggeri lungo il pendio sottostante.

La vittima e le condizioni dei feriti

L’uomo deceduto, Tommaso Diaz Ledesma, aveva 29 anni ed era uno degli operai impegnati nelle operazioni di disgaggio del materiale instabile. Soccorso e trasportato d’urgenza all’ospedale di Sondrio, è spirato poco dopo l’arrivo nel reparto di emergenza.

Gli altri tre passeggeri – una giovane donna di 27 anni e due uomini di 54 e 60 anni – hanno riportato ferite lievi. Tra loro anche il pilota Folini. Nonostante la gravità dell’evento, le sue condizioni non destano preoccupazione.

Le complesse operazioni di soccorso

L’allarme è scattato immediatamente, attivando un massiccio dispositivo di emergenza. L’elicottero Drago 166 del reparto volo dei Vigili del fuoco della Lombardia ha sorvolato l’area per individuare con precisione i punti di impatto. Proprio durante una di queste ricognizioni aeree è stato scoperto il corpo dell’operaio deceduto, rinvenuto più a valle rispetto al luogo dello schianto, nella zona impervia di Le Prese.

Due soccorritori sono stati calati con il verricello per raggiungere i feriti e prestare i primi aiuti. Vista la criticità della situazione, è stato richiesto il supporto dell’eliambulanza di Areu 118, mentre da terra operavano simultaneamente il Soccorso alpino e speleologico, le squadre Saf dei Vigili del fuoco e i carabinieri di Sondrio. Le condizioni difficili del terreno e la pendenza della montagna hanno reso l’intervento particolarmente delicato.

Le indagini e la messa in sicurezza della zona

Ultimati i primi soccorsi, i tecnici del Reparto Volo dei Vigili del fuoco hanno avviato la messa in sicurezza del relitto per consentire ai carabinieri e agli specialisti del Soccorso Alpino della Guardia di Finanza di procedere con la mappatura dell’area. La zona è ora sotto sequestro, così da permettere agli inquirenti di stabilire con precisione le cause dell’incidente.

Tra le prime ipotesi vi è l’urto accidentale contro una sporgenza rocciosa durante la fase di atterraggio, ma non si escludono altre eventualità, compatibilmente con le condizioni meteorologiche e la natura impervia del luogo. Le operazioni di verifica e messa in sicurezza proseguiranno fino al completo recupero del mezzo e alla ricostruzione esatta della dinamica.

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